Black and white photo. A Group of people on a street. Some are walking. some on a car, one on a bike.
Soldati tedeschi prendono riparo dietro un veicolo blindato presso un ponte. Gli uomini portano zaini ed equipaggiamento; alcuni soldati sorvegliano il bordo della strada e il terreno circostante. © BArch, Bild 101 I/480/2230/17A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)

"Wallenstein III"

Autore: Carlo Gentile

La terza fase: la riconquista tedesca della zona libera di Montefiorino

Con l’avanzata del fronte alleato, nell’estate del 1944 nacquero nell’Appennino diverse “zone libere”: territori temporaneamente controllati dalla Resistenza, dai quali erano state allontanate le truppe di occupazione tedesche e le autorità amministrative e di polizia fasciste. Una delle più note fu la Repubblica partigiana di Montefiorino, a sud di Modena. Sorta a metà giugno 1944, comprendeva sette comuni e un territorio di circa 600 chilometri quadrati, e divenne uno dei simboli più importanti della Resistenza armata.

Per il comando tedesco, la perdita di controllo di un’area così vicina al fronte rappresentava un problema militare e strategico. La zona controllata dalla Resistenza minacciava importanti linee di comunicazione e di rifornimento. Nella terza fase dell’operazione “Wallenstein”, dal 30 luglio al 7 agosto 1944, le formazioni partigiane nell’area di Montefiorino dovevano essere disarticolate e il controllo militare ristabilito. All’operazione presero parte unità della Luftwaffe, della Ordnungspolizei, la polizia d’ordine tedesca, e milizie fasciste. Nel giro di pochi giorni, queste forze riportarono l’area sotto controllo tedesco.

Per questa fase finale dell’operazione non sono documentate stragi della popolazione civile. La violenza, tuttavia, non cessò. Arresti, rastrellamenti e fucilazioni di partigiani catturati continuarono, soprattutto nell’area di Fanano. Anche gli incendi e la distruzione delle infrastrutture rurali rimasero elementi centrali dell’operazione. Ciò che colpisce, dunque, non è l’assenza della violenza, ma il cambiamento delle sue forme: essa continuò a colpire persone, proprietà e mezzi di sussistenza, ma in modo più selettivo e più strettamente legato agli obiettivi dell’operazione.

Le fotografie qui presentate provengono dal Bundesarchiv, fondo Bild 101 I. Furono scattate dal fotografo della Luftwaffe Seyfarth durante questa fase finale dell’operazione. La serie segue un’unità della Luftwaffe nell’area di Montefiorino; potrebbe trattarsi del Luftwaffen-Jäger-Bataillon z. b. V. 7, che prese parte a tutte le fasi dell’operazione “Wallenstein”.

La sequenza fotografica documenta l’avvicinamento all’area dell’operazione, la formazione del reparto e l’avanzata nell’Appennino, insieme a misure di sicurezza e perquisizione. Mostra casolari perquisiti, viveri e bestiame requisiti, e poderi isolati incendiati deliberatamente. Le fotografie uniscono tensione militare, gesti di routine e distruzione intenzionale: i soldati avanzano, effettuano controlli, mettono in sicurezza il terreno e si concedono momenti di apparente riposo; allo stesso tempo, le immagini mostrano edifici in fiamme, viveri requisiti e la distruzione dell’infrastruttura rurale. In questo modo, la serie offre uno sguardo non solo sullo svolgimento di un Rastrellamento, ma anche sulla normalizzazione della violenza nella guerra antipartigiana.

  • Immagine in bianco e nero. Mostra due persone. Ti trovi di fronte a un fiume. Sulla riva del fiume c'è una specie di zattera di scorta con sopra un veicolo.
    Fotografi di propaganda attraversano il Po con mezzi di fortuna, diretti verso l’Appennino. © BArch, Bild 101 I/480/2230/1A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Immagine in bianco e nero. Sulla sinistra si può vedere un gruppo di persone. C'è un carro armato sulla destra. Sullo sfondo c'è un complesso edilizio.
    Un gruppo tattico della Luftwaffe si raccoglie davanti alla Rocchetta di Castellarano, nella valle del Secchia, in provincia di Reggio Emilia. A destra, un’autoblindo italiana in servizio tedesco. © BArch, Bild 101 I/480/2230/2A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Immagine in bianco e nero. Una persona in uniforme, un soldato, è seduta a terra. Il suo casco giace sulle sue ginocchia. C'è un piccolo gattino bianco seduto nel casco.
    Un giovane soldato della Luftwaffe con una carabina e un gattino. © BArch, Bild 101 I/480/2230/3A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Immagine in bianco e nero. I soldati giacciono su un prato.
    Una pattuglia di soldati riposa in un prato. © BArch, Bild 101 I/480/2230/5A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Un giovane soldato dorme durante una pausa. © BArch, Bild 101 I/480/2230/6A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Immagine in bianco e nero. I soldati si appoggiano ad un muro di terra e guardano il terreno davanti a loro.
    Dopo l’avanzata nell’area partigiana, alcuni soldati osservano il terreno e i casolari circostanti. © BArch, Bild 101 I/480/2230/7A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Foto in bianco e nero. Lo scatto è stato effettuato leggermente obliquamente dall'alto. I soldati vengono mostrati mentre si muovono attraverso un'area erbosa.
    Un gruppo di soldati della Luftwaffe si avvicina a un casolare. Gli uomini procedono distanziati e controllano il terreno. © BArch, Bild 101 I/480/2230/09A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Immagine in bianco e nero. Sono raffigurate balle di fieno in fiamme e una fattoria in fiamme.
    Dopo la perquisizione di un podere, i soldati incendiano gli edifici. Bestiame e viveri vengono requisiti e portati via. © BArch, Bild 101 I/480/2230/10A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Immagine in bianco e nero.
    Un soldato che fuma si allontana mentre sullo sfondo brucia un casolare. Ai margini della strada si vedono piante di mais e un fico. © BArch, Bild 101 I/480/2230/11A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Immagine in bianco e nero. Un soldato trascina dietro di sé un vitello. Sei circondato dalla natura. Camminano su un sentiero.
    Un sottufficiale conduce un vitello fuori dal cortile del podere, tenendolo con una corda. © BArch, Bild 101 I/480/2230/12A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Dense colonne di fumo si alzano dagli edifici in fiamme. © BArch, Bild 101 I/480/2230/13A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Immagine in bianco e nero.
    Dopo il saccheggio e l’incendio, l’unità prosegue. © BArch, Bild 101 I/480/2230/14A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Il fotografo osserva l’avanzata delle truppe. Da una posizione elevata sul Secchia, inquadra le colonne di fumo che si innalzano dagli incendi appiccati dai rastrellatori.
    Da un’altura sopra la valle del Secchia, il fotografo riprende le colonne di fumo dei poderi in fiamme. © BArch, Bild 101 I/480/2230/15, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • In un campo di granoturco, i rastrellatori hanno trovato alcuni contenitori con poche provviste nascoste dai contadini o dai partigiani. Si distinguono un bidone di latte, dei pani, una cesta con delle pannocchie, un'altra con dei frutti, e un sacco che probabilmente contiene della farina.
    Soldati scoprono viveri nascosti in un campo di mais: un bidone del latte, pagnotte, ceste con mais e frutta, e un sacco. © BArch, Bild 101 I/480/2230/19A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Una postazione di mitragliatrice, con i suoi serventi, è posizionata lungo un sentiero per proteggere i movimenti delle colonne in marcia. L'arma in dotazione è una Maschinengewehr 42 (MG 42), la mitragliatrice più moderna a disposizione della Wehrmacht. Con una cadenza di fuoco elevatissima, che varia tra i 1200 e i 1500 colpi al minuto, la MG 42 è stata soprannominata dai soldati
    Lungo un sentiero, l’unità allestisce una postazione per mitragliatrice con una MG 42. © BArch, Bild 101 I/480/2230/22A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Da una postazione sulla destra orografica del fiume Secchia, un ufficiale osserva con il binocolo l'avanzata dei reparti impegnati nel rastrellamento. A sinistra, un mitragliere in posizione, pronto al tiro, protegge la postazione da possibili attacchi a sorpresa dei partigiani.
    Un ufficiale osserva con il binocolo il terreno lungo il Secchia; accanto a lui, un mitragliere assicura la posizione. © BArch, Bild 101 I/480/2230/23A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Una squadra di soldati, guidata dal loro sottufficiale, viene ripresa dal fotografo mentre scende un pendio.
    Un gruppo di soldati della Luftwaffe scende lungo un pendio sotto il comando di un sottufficiale. © BArch, Bild 101 I/480/2230/24A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Durante i giorni del rastrellamento, i soldati rimangono costantemente in azione. Di notte, trovano riparo nelle case coloniche abbandonate dagli abitanti. In questa immagine, vediamo una pattuglia che si prepara a trascorrere la notte. Alcuni soldati si sono sistemati su una panca accanto all’uscio del casolare, mentre altri hanno portato fuori alcune sedie. In primo piano, un soldato ha preferito stendere un lenzuolo bianco su un mucchio di paglia per sdraiarsi e riposare.
    I soldati si preparano a passare la notte in un casolare abbandonato. Alcuni siedono davanti alla porta; in primo piano, un uomo stende un lenzuolo su un mucchio di paglia. © BArch, Bild 101 I/480/2230/25A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • I soldati, forse per motivi di sicurezza e per poter reagire immediatamente in caso di attacco, dormono all’aperto. I teli mimetici, utilizzati come giacche durante il giorno, vengono impiegati anche come coperte per la notte.
    I soldati passano la notte all’aperto; i teli da tenda servono da coperte. © BArch, Bild 101 I/480/2230/27A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Gli oggetti che i soldati portano con sé in marcia includono elmetti, tascapane e giberne, dove vengono riposte le munizioni per il fucile, cassette e nastri di munizioni per le mitragliatrici, una canna di riserva nella sua custodia, bombe a mano, borracce e una gavetta, l'oggetto utilizzato per trasportare e consumare il pasto sul campo.
    L’equipaggiamento dei soldati: elmetti, zaini, giberne e materiale per la mitragliatrice. © BArch, Bild 101 I/480/2230/28A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Sentendosi forse al sicuro dai partigiani, alcuni soldati accendono un falò e si siedono intorno ad esso per trascorrere la notte.
    Soldati seduti di notte attorno a un fuoco da campo. © BArch, Bild 101 I/480/2230/29A, footografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Una squadra di soldati e un contadino mentre scavano alla ricerca di qualcosa.
    Soldati e un contadino scavano una fossa. © BArch, Bild 101 I/480/2230/31A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Lungo la Via Giardini, una compagnia di rastrellatori si è fermata sul lato della strada per allestire la rice-trasmittente. A sinistra, il comandante di compagnia, un tenente, attende di leggere la comunicazione che i suoi soldati stanno trascrivendo. Più avanti, a destra, si vede un carro trainato da un cavallino, utilizzato dai soldati per trasportare i loro bagagli. A sinistra, sulla pietra miliare, si legge: Lama M[ocogno], Km 9,3.
    Soldati allestiscono una postazione radio lungo la strada per l’Abetone. A sinistra si trova probabilmente il comandante di compagnia; sullo sfondo si vede un carro carico. Il cippo chilometrico indica “Lama Mocogno, km 9,3”. © BArch, Bild 101 I/480/2230/36A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Un'immagine più ravvicinata della stessa scena. Uno dei trasmettitori, con la cuffia indossata, ascolta il messaggio, mentre il suo compagno trascrive il testo. Gli altri militari intorno attendono indifferenti.
    Un marconista con le cuffie riceve un messaggio, mentre un commilitone lo trascrive; altri soldati attendono sullo sfondo. © BArch, Bild 101 I/480/2230/37A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Pulizia armi: In un centro abitato, forse lungo la Via Giardini, dove il reparto ha stabilito la sede del suo comando e l’infermeria, un ufficiale sta controllando la pulizia della canna di una mitragliatrice, mentre i serventi attendono il suo giudizio. A destra, un altro militare è concentrato sull’osservazione dell’otturatore di una carabina.
    Pulizia delle armi in un paese sul Passo dell’Abetone: un ufficiale controlla la canna di una mitragliatrice, mentre accanto a lui un soldato ispeziona l’otturatore di una carabina. © BArch, Bild 101 I/480/2231/14A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Al termine del rastrellamento, un gruppo di soldati si è radunato intorno a una radio per ascoltare una trasmissione. I soldati bevono vino e consumano pane, prosciutto e altri insaccati, presi chissà dove.
    Dopo l’operazione, i soldati si raccolgono attorno a una radio, bevono vino e mangiano pane e prosciutto. © BArch, Bild 101 I/480/2231/15A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • In una località della zona rastrellata, non identificata, il fotografo ha catturato un'immagine emblematica del drammatico evolversi della situazione nei villaggi dell'Appennino: sul muro di un edificio, le vecchie scritte del regime fascista, come
    Scritte murali in un paese “ripulito”: sopra slogan fascisti sbiaditi (“Vittoria”) si vedono nuove scritte della Resistenza che celebrano Churchill, Roosevelt, Stalin e il comandante partigiano Armando (Mario Ricci). Dopo la riconquista da parte delle truppe tedesche, queste scritte vengono cancellate e sostituite da “Hitler” e “Duce”. © BArch, Bild 101 I/480/2231/17A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
  • Un ponte stradale che attraversa il Secchia è stato distrutto. La colonna della contraerea tedesca (Flak) è costretta a guadare il fiume con difficoltà.
    Attraversamento di fortuna del fiume presso un ponte distrutto sul Secchia. © BArch, Bild 101 I/480/2231/19A, fotografo Seyfarth (Luftflotte 2)
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