Lago Maggiore 1943

L’Hotel Meina sul Lago Maggiore subito dopo la guerra. Nel 1943 le SS vi detennero profughi ebrei, che in seguito furono assassinati
L’Hotel Meina sul Lago Maggiore subito dopo la guerra. Nel 1943 le SS vi detennero profughi ebrei, che in seguito furono assassinati © Wikimedia Commons

15 settembre 1943 – 11 ottobre 1943

Autore: Anna Blum, Jonathan Roters und Thananjayan Sivakumar

Nel settembre e ottobre del 1943, reparti della Divisione SS “Leibstandarte Adolf Hitler” sterminarono famiglie ebree residenti e rifugiate a Meina, Baveno, Stresa e in altre località del Lago Maggiore. Gli ordini, impartiti dagli ufficiali di battaglione, furono eseguiti senza esitazione dalle loro unità. Uomini, donne e bambini furono rinchiusi negli alberghi e in altri edifici, poi messi a morte. I corpi vennero gettati nelle acque del lago o sepolti di nascosto. Nel dopoguerra si aprirono indagini e processi in Italia, Austria e Germania, ma quasi tutti i responsabili riuscirono a sottrarsi alla condanna: i crimini furono dichiarati prescritti o le prove ritenute insufficienti.

Unità responsabile

I battaglione del Panzergrenadier-Regiment 2 “Leibstandarte-SS Adolf Hitler”

Täter

Hans Röhwer, Gottfried Meir, Herbert Schnelle, Hans Krüger, Friedrich Bremer

Indagini e processi

Indagini in Austria (1947–1954)
Indagini e processo in Italia (1948–1957)
Indagini a Ludwigsburg e Osnabrück (1959–1967)
Processo a Osnabrück (1968)
Procedura di revisione (1970)

Luoghi della strage

Arona, Baveno, Intra, Meina, Mergozzo, Orta San Giulio, Pian Nava e Stresa

Forza armata
SS

La strage

Fino agli anni Trenta la comunità ebraica italiana era considerata una delle più integrate d’Europa.
Tra il 22 e il 24 settembre 1943 reparti della Leibstandarte misero in atto sul Lago Maggiore una serie di uccisioni secondo un piano ben definito: i prigionieri furono condotti in piccoli gruppi in luoghi isolati, fucilati e i corpi gettati nel lago.

Le SS sul Lago Maggiore

Le fotografie che seguono costituiscono una delle rare testimonianze visive dell’impiego delle truppe SS al Lago Maggiore nell’autunno del 1943. Furono realizzate dal reporter di guerra delle SS Ferdinand Rottensteiner, che seguì a lungo la divisione “Leibstandarte SS Adolf Hitler” e scattò diverse centinaia di immagini nell’Italia settentrionale.

Le fotografie qui raccolte furono scattate in gran parte a Stresa, dove era dislocata la 3ª compagnia del I battaglione, al comando dell’SS-Hauptsturmführer Hans Krüger. Le immagini ritraggono, tra l’altro, una sentinella davanti alla Villa Ducale, adibita a sede del comando di presidio [Ortskommandantur], e diverse scene lungo la strada del lungolago.

La sera del 22 settembre 1943 l’avvocato ebreo Tullio Massarani, la sorella Olga, Giuseppe Ottolenghi e sua figlia Lina furono condotti alla Villa Ducale e trattenuti per alcune ore. In seguito, uomini delle SS li consegnarono a un plotone di esecuzione, che li uccise e fece sprofondare i loro corpi nel lago.

  • Un giovane SS di guardia all’ingresso della Villa Ducale, che durante l’occupazione ospitava la 3ª compagnia ed era sede del comando locale [Ortskommandantur]
    Un giovane SS di guardia all’ingresso della Villa Ducale, che durante l’occupazione ospitava la 3ª compagnia ed era sede del comando locale [Ortskommandantur] © US NARA, KB-Rottensteiner
  • Primo piano della stessa sentinella SS
    Primo piano della stessa sentinella SS © US NARA, KB-Rottensteiner
  • Veduta dall’ingresso della Villa Ducale, attraverso il giardino, verso la passeggiata sul lungolago
    Veduta dall’ingresso della Villa Ducale, attraverso il giardino, verso la passeggiata sul lungolago © US NARA, KB-Rottensteiner
  • Una sentinella all’accesso della passeggiata, circondata da ragazzi italiani. Sullo sfondo si riconosce il Grand Hotel et des Iles Borromées
    Una sentinella all’accesso della passeggiata, circondata da ragazzi italiani. Sullo sfondo si riconosce il Grand Hotel et des Iles Borromées © US NARA, KB-Rottensteiner
  • Vista in direzione sud lungo la strada del lungolago
    Vista in direzione sud lungo la strada del lungolago © US NARA, KB-Rottensteiner
  • Due giovani membri delle SS
    Due giovani membri delle SS © US NARA, KB-Rottensteiner
  • Alcuni SS in acqua su una delle piccole spiagge di Stresa. Sullo sfondo l’Isola Bella, meta turistica di grande richiamo
    Alcuni SS in acqua su una delle piccole spiagge di Stresa. Sullo sfondo l’Isola Bella, meta turistica di grande richiamo © US NARA, KB-Rottensteiner
  • Soldati che fanno il bagno nel lago
    Soldati che fanno il bagno nel lago © US NARA, KB-Rottensteiner
  • Soldati in acqua; sullo sfondo si distinguono Baveno e le cave di granito
    Soldati in acqua; sullo sfondo si distinguono Baveno e le cave di granito © US NARA, KB-Rottensteiner
  • Un plotone di SS che, di ritorno dal bagno, rientra alla base marciando e cantando. Sullo sfondo l’Hotel Regina Palace
    Un plotone di SS che, di ritorno dal bagno, rientra alla base marciando e cantando. Sullo sfondo l’Hotel Regina Palace © US NARA, KB-Rottensteiner
  • SS che rientrano nel giardino della Villa Ducale
    SS che rientrano nel giardino della Villa Ducale © US NARA, KB-Rottensteiner

Giustizia mancata: le indagini e i processi nel dopoguerra

Mentre la giustizia italiana riconobbe i crimini e li punì con severità, in Austria ostacoli procedurali e considerazioni politiche impedirono una vera persecuzione penale.

Memoria

Fototessera della tredicenne Becky Behar, scattata dopo la fuga della sua famiglia in Svizzera, 1943.
Fototessera della tredicenne Becky Behar, scattata dopo la fuga della sua famiglia in Svizzera, 1943. © Schweizerisches Bundesarchiv, E4264#1985/196#28946

Fonti

La documentazione relativa alla strage del Lago Maggiore è nel complesso lacunosa, ma alcuni fondi centrali si sono conservati. Presso il Bundesarchiv-Militärarchiv di Friburgo si trovano gli atti della 1ª Divisione corazzata granatieri SS “Leibstandarte-SS Adolf Hitler” (fondo RS 3-1), giunti solo in forma frammentaria. Al contrario, il fondo del II corpo corazzato SS (RS 2-2), al quale la divisione fu subordinata durante il suo impiego in Italia, è relativamente completo e consente di ricostruire in dettaglio il livello operativo.

Di particolare importanza per la ricostruzione giudiziaria sono gli atti d’indagine e di processo del dopoguerra. Nella sede distaccata di Ludwigsburg del Bundesarchiv (fondo B 162) si conservano i fascicoli della Zentrale Stelle delle amministrazioni giudiziarie dei Länder, che segnarono a partire dal 1964 una nuova fase investigativa sui crimini commessi in Italia, tra cui le stragi al Lago Maggiore e a Boves. Tuttavia, il fondo centrale è costituito dagli atti processuali del tribunale di Osnabrück relativi al procedimento del 1968, oggi custoditi presso il Niedersächsisches Landesarchiv, sede di Osnabrück (fondo NLA OS Rep 945): essi documentano uno dei più importanti processi celebrati in Germania, sebbene concluso senza condanne definitive.

Anche i procedimenti giudiziari in Italia – in particolare davanti al tribunale militare di Torino – e in Austria, presso il Volksgericht di Graz, rivestono grande importanza, poiché attestano l’avvio dei primi processi a poca distanza temporale dalla strage e documentano l’uccisione della famiglia Ovazza insieme ad altre vittime. Le indagini interne condotte dalle SS all’epoca, invece, sono note solo attraverso gli atti processuali successivi, dal momento che i documenti originali furono con ogni probabilità distrutti alla fine della guerra.

Per lo studio della storia successiva e della politica della memoria degli ex membri delle SS riveste infine grande interesse il fondo B 438 del Bundesarchiv, che raccoglie la documentazione della Hilfsgemeinschaft auf Gegenseitigkeit der Angehörigen der ehemaligen Waffen-SS (HIAG) e le sue attività editoriali presso la casa editrice Munin.

Bibliografia

Lutz Klinkhammer, Stragi naziste in Italia. La guerra contro i civili (1943-1944), 2. edizione, Roma, Donzelli, 2006, pp. 55-79.

Marco Nozza, Hotel Meina, la prima strage di ebrei in Italia, Milano, Mondadori, 1993.

Jens Westemeier, Himmlers Krieger. Joachim Peiper und die Waffen-SS in Krieg und Nachkriegszeit, Paderborn, Ferdinand Schöningh, 2013.

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