Peter Pogany-Wnendt è medico specialista in psichiatria e medicina psicoterapeutica e svolge attività clinica in uno studio privato a Colonia. La sua attività scientifica e terapeutica si concentra sulle conseguenze intergenerazionali dell’Olocausto e sulla psicologia dell’Umanità, un approccio teorico da lui sviluppato. Nato nel 1954 a Budapest in una famiglia di ebrei sopravvissuti alla Shoah, nel 1956 la sua famiglia fuggì in seguito alla rivoluzione ungherese, trovando inizialmente rifugio in Cile e trasferendosi poi, nel 1970, in Germania. Qui Pogany-Wnendt ha studiato medicina, specializzandosi in psichiatria e psicoterapia. Nel 1995 è stato tra i fondatori del gruppo di lavoro per lo studio delle conseguenze intergenerazionali dell’Olocausto (PAKH e. V. – Arbeitskreis für intergenerationelle Folgen des Holocaust), di cui è tuttora presidente. Nelle sue pubblicazioni analizza gli effetti psichici a lungo termine dell’Olocausto sui discendenti dei sopravvissuti, ma anche su quelli dei perpetratori. Tra le sue principali opere figurano il contributo al volume Das Ende der Sprachlosigkeit? Auswirkungen traumatischer Holocaust-Erfahrungen über mehrere Generationen (2001), la monografia Der Wert der Menschlichkeit. Psychologische Perspektiven für eine Humanisierung der Gesellschaft (2019) e il saggio Moving from broken human bonds to compassionate dialogue, incluso nel volume curato da Pumla Gobodo-Madikizela History, Trauma and Shame (2021). Il suo lavoro coniuga esperienza biografica, pratica clinica ed elaborazione teorica, contribuendo in modo significativo alla comprensione delle conseguenze psicologiche transgenerazionali dell’Olocausto.
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